Orchestra Esteh è il progetto solista del compositore  Vincenzo Notaro, già attivo nei ::poyesis::, nonché artista visivo sotto firma “in vino vanitas”.

Il progetto, assumendo via via sonorità ritual ambient, senza mai limitarsi a una gabbia stilistica, nasce circa dieci anni or sono come spontanea estensione di ricerche sul rapporto disarmonia/sogno/iniziazione, del quale l’artista s’interessa sia dal punto di vista accademico che pratico, producendo materiali artistici nonché studi e saggi inerenti questioni estetico-iniziatiche, approfondendo l’idea baudelairiana di una via mistica all’arte, fondata su sacrificio e voto: «Un culte (magisme, sorcellerie évocatoire). Le sacrifice et le vœu sont les formules suprêmes et les symboles de l’échange» (Jornaus Intimes).

«Orchestra Esteh si muove in un limbo: ambient? Musica concreta? Industrial? Questo e niente di tutto questo», così Filippozzi definisce l’impossibilità a etichettare un siffato progetto di musica acusmatica.

 

vinzAverno

Registrazioni al Lago d’Averno

 

Dopo quattro album fatti girare in circuito privato – Waiting fot the rabits (2003); NOX NHL NXL (2004); About Silence (2006); Inside the rust (2010) – vede la luce la prima vera uscita, Dreamworking, album che si pone come esito e traccia di uno studio decennale: un esperimento di controllo del sogno, composto da 5 tracce che segnano un viatico dallo stadio di folgorazione (Phalaenae Nigrae) sino all’apertura dell’occhio occulto (Sub Auspiciis Noctis) attraverso tappe iniziatiche sigillate in musica.
L’album è inscindibile dal saggio Suono Sacro Sogno (l’arcael’arco edizioni), nel quale viene proposta una lettura par correspondances dei temi in oggetto. Partendo dall’individuazione del topos infero nel sogno, capovolgendo le istruzioni dei maghi rinascimentali come Ficino e Campanella, giunge a inaspettate conclusioni sul possibile uso mistico della disarmonia.
Includendo dettagliati riferimenti bibliografici ed esempi musicali, il lavoro passa dall’analisi delle rispondenze tra anima e realtà fino a connotare la sfera infera del sogno come inscindibilmente legata alla dissonanza e potenziale via all’emancipazione spirituale.
Tra i vari riferimenti grosso peso è dato ad approcci mistici come il tantrismo trika e vajrayana nonché alla qabalah qliphotica, non mancano importanti riferimenti allo sciamanismo e personali indicazioni pratiche, più o meno mutuate dalle succitate tradizioni.

Giulio Sforza ha scritto che quest’opera «approfondisce lo stretto rapporto fra gli elementi onirici musicali e mistici, e si propone come una vera e propria guida ad una esperienza iniziatica».

 

Dopo l’uscita di Dreamworking e quasi 10 anni di isolamento compositivo, l’orchestra “inumana” si riapre a collaborazioni.

Principiando uno studio sulle voci, nasce la collaborazione con la cantante Donatella Bartolomei ed esce Quando Anima Melancholico Humore Impulsa, un brano integralmente cantato in latino, su un testo di Cornelius Agrippa tratto dal De Occulta Philosophia.

Per un breve periodo del 2014, Orchestra Esteh partecipa alla corale artistica europea Choral Autobiographies, con musiche per il progetto “Malestremo” della scrittrice Nina Maroccolo.
A partire dalla collaborazione anzi detta, dà vita al side-project NE/VS (Nihil Emulsio / Vnguentum Sabbati), con il chitarrista Egon Vique, proponendo un noise spinto e soffocante.

Nel novembre 2014 si concretizza l’importante collaborazione con la band culto del panorama black italico, i Movimento d’Avanguardia Ermetico: nel disco “Torri del Silenzio” (uscito nel 2015) con un contributo dell’Orchestra Esteh sulla title-track.

Altre importanti collaborazioni, sebbene all’attivo, non sono ancora pronte per la diffusione.

 

Nel 2015, esce il Triplo album “The Other Side B”, una raccolta, in edizione ultra-limitata, di inediti dal 2003 al 2015, per offrire agli appassionati una panoramica sull’evoluzione musicale di Orchestra Esteh e in più un’opera unica, con all’interno circa 3 ore di musica e un dipinto originale dell’autore.